"Museo Storico Scientifico del tabacco"

è uno dei pochi centri di testimonianza, documentazione e studio sulla coltivazione e lavorazione del tabacco. Tale produzione, è tuttora diffusa in tutto l’ Altotevere con una intensità ed una durata tale da costituire un fenomeno storico e sociale di enorme interesse e portata; rappresentava per la popolazione, in maggior parte dedita all’agricoltura, la più consistente fonte di reddito. Occasione per centinaia di don - ne, impiegate in tutte le fasi della filiera locale (piantagione, raccolta, cernita) per conquistare un’autonomia economica mai conosciuta prima. L’“erba tornabuona” scoperta nel nuovo Mondo e diffusa in Italia ed in Europa con i semi portati in Toscana dal vescovo Niccolò Tornabuoni alla fine del XVII secolo aveva trovato nella ex Repubblica di Cospaia (1441-1826), oggi frazione del Comune di San Giustino, il primo luogo di coltivazione e valorizzazione: da qui si estese agli Stati circostanti (in primis Granducato di Toscana e Stato Pontificio) che sotto il diretto controllo delle milizie ne traevano ingenti introiti fiscali. Nel 1927 nacque a San Giustino il Consorzio dei Tabacchicoltori che acquisì l’intero opificio locale e lo adattò ad una produzione in piena espansione con centinaia di maestranze che lavoravano per i Monopoli di Stato. La Fondazione per il Museo Storico Scientifico del Tabacco, di cui il Comune di San Giustino è fra i soci fondatori, si è costituita nel 1997 ed ha lo scopo di conservare e gestire lo spazio museale e la sua documentazione. Il Museo comprende uffici, seccatoi, sale di cernita: luoghi di grande fascino dove si rievoca una lunga storia di fatica e lavoro ma anche di emancipazione, storia che ha avuto nelle donne del XX secolo le principali protagoniste.

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